Presentazione
Anche quest’anno il plesso di scuola secondaria di 1° grado “E.Fermi” ha portato avanti la proficua collaborazione con la Fondazione Franchin di Montagnana, realtà che da anni persegue, attraverso lo svolgimento di attività e progetti, l’integrazione sociale e umana delle persone con disabilità.
Nel corso dei mesi di marzo ed aprile, le due classi prime hanno, infatti, partecipato a “Mosaico”, un laboratorio manuale, artistico ed esperienziale organizzato dalla Fondazione stessa, con la presenza di educatori ed utenti dell’associazione. Il mosaico, simbolo di elementi eterogenei che si fondono in un unico soggetto e strumento di narrazione di molteplici significati, è stato proposto come attività che consentiva le espressioni creative artistiche, in modalità intuitiva, metaforica e simbolica, indipendentemente dal grado
di cultura o di intelligenza o di professionalità artistica. Ne è emersa un’attività inclusiva che ha permesso a tutti di creare, esprimendo il proprio lato artistico.
Gli alunni hanno, perciò, creato, insieme agli utenti della Fondazione, due mosaici: tante tessere diverse, create e colorate da ognuno di loro, che poi si univano in un’unica “opera d’arte”.
Ci ha affiancato e sostenuto, in questo percorso, anche il Rotary Club dell’Alto Polesine, che ha provveduto al finanziamento economico di tale progettualità e che da anni collabora con il nostro Istituto in un’ottica di condivisione educativa di valori e competenze.
La classe seconda, nel mese di maggio, ha poi dato seguito alla conoscenza di questa realtà, recandosi di persona nella sede di Montagnana: i loro educatori ci hanno accolto, ci hanno mostrato le varie strutture di cui dispongono e poi ci hanno introdotti ai loro laboratori. I ragazzi, divisi in due gruppi, hanno prima creato una composizione musicale, con i tamburi di Alberto Polato e con la sua loop station, e poi hanno aiutato gli utenti della Fondazione in un laboratorio pratico.
Entrambe le occasioni, sono state utili, educative e formative per i nostri alunni, che hanno potuto sperimentare da vicino, in prima persona cosa vuol dire davvero inclusione e condivisione.
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